IL GENIO INCOMPRESO DI VERDEROSA
è di angelo verderosa il merito di aver immaginato
la giornata dell’aria
la giornata dell’acqua
la giornata della terra
la giornata del fuoco
un’imaginazione di genio, ma poco raccolta dagli amici comunitari.
domani a cairano alle undici del mattino
si comincia con l’aria.
come al solito non sappiamo chi verrà, ma neppure ce ne preoccupiamo. mai come in questo caso i protagonisti non siamo noi, ma l’aria….
armin
vento forte a castelnuovo
Castelnuovo, Lu Chianieddh’ ritorna piazza in una sera d’estate
Una serata fredda è vero quella sera del 15 luglio a Castelnuovo di Conza alla prima presentazione in Campania del libro Vento forte tra Lacedonia e Candela,ma tutti resistevamo per il piacere di ascoltare, dire la nostra, stare insieme.
Dopo tanto tempo Lu Chianieddh’ (piazza Umberto I) è tornato luogo di aggregazione.
Le parole di Franco si posavano leggere, sottili, ironiche, comprensibili.
Molti di noi si sono riconosciuti nelle cose dette come emigrante o rimanente, qualcuno si è definito resistente.
La verità è che qualcosa ha acceso in noi la voglia di essere lì quella sera a dispetto del freddo perché insieme si stava bene.
Onidia e Francesco
La foschia morale della mezza età
Oggi ad Andretta stavo bene, stavo bene parlando con le anziane che ti parlano dei loro dolori, di un figlio morto, di fatiche immense, ti parlano di solitudine, lo fanno con poche parole ma con una faccia che ti commuove. Ce n’era una magra, con due denti in bocca, una figurina dolente, ma con una sua sottile fosforescenza. La purezza dei contadini di ottant’anni. Già è diverso se incontri un ottantenne che ha fatto l’avvocato o il commerciante, già noti nel viso una sottile arroganza, l’idea di essere qualcuno. Quello che è bello in queste vecchine è la loro lontananza da ogni forma di psicologia, sono e si presentano come corpi, creature rinsecchite, creature piantate in un dolore senza trucchi. Il guaio arriva quando parli con quelli che hanno dai settanta anni in giù. Ti arriva una lingua senza luce, una foschia morale, un zig zag tra luoghi comuni e vittimismi, disincanto e cinismo, tutto sempre condito da un sarcasmo senza misura, da una presunzione senza fondamento. È difficile oggi trovare davanti a un bar di paese dei trentenni o dei quarantenni o dei cinquantenni che ti danno emozione, che ti sembrano avvinti a qualcuno, a qualcosa. Non senti il luccicare di passioni civili e nemmeno di passioni amorose, senti l’odore inerte di una sopravvivenza senza deliri e senza sbilanciamenti, un tirare avanti che è anche un tirare indietro, insomma la voglia di restare dove si è, gente che non ha avventure in corso, che non ha misteri da svelare o verità da proteggere. Io oggi andando verso Andretta ero felice, ero felice nella luce del Formicoso, avevo il cielo tutto per me e tanta terra. Parlavo da solo, stavo nel mio corpo, ero in una gloria immotivata, ma resistente. Sono arrivato felice ai miei soliti incontri con i vecchi, poi è arrivata la riunione contro la discarica, poi sono arrivate le parole che ci arrivano addosso quando gli uomini stanno insieme per mostrarsi intelligenti e sapienti e impegnati in chissà che. Non so che dire di queste riunioni dove la faccia si fa calda, il cuore comincia a battere in disordine. So che torni a casa e hai la sensazione che gli uomini sono creature un po’ consunte, spente, opache. Dopo cena sono uscito per parlare ancora della discarica, ma vedi la piazza e senti che è fatta di una serie di sottomarini, ogni gruppo che si annoia senza farsi toccare dalla noia altrui, un mondo spezzettato, un verme tagliato in più parti. Ora sono qui che scrivo, scrivo e penso che questa sia una cosa che posso mettere solo sul blog della comunità provvisoria, queste sono briciole di pane per piccioni sazi, nessuno stasera ha bisogno di queste parole, nessuno ha bisogno del dolore o della gioia degli altri, ci siamo tutti già congedati da tutto e da tutti. Ci vuole una grande offesa, ci vuole qualcosa di terribile, altrimenti la vita diventa più noiosa della noia, più vuota del vuoto. Forse l’unica forza, l’unica gioia che ci resta è stare dentro il silenzio della terra, stare con le nuvole, con i pali della luce, con le cose appoggiate sul mondo senza che nessuno le guarda. Diciamoci la verità queste cose siamo noi. Siamo una cunetta, siamo la mattonella mancante nel marciapiedi, siamo una gomma da masticare che è divenuta una macchia nera sulle pietre della piazza.
armin
Lotta per la sopravvivenza.
Nella foto: l’Ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi.
il mantra della discarica
Comincio a scrivere questa nota in attesa di recarmi ad Andretta per l’ennesima riunione contro la discarica. Sembriamo malati terminali e questi incontri somigliano ai cicli di una chemioterapia. Ogni tanto c’è qualche settimana, qualche mese di tregua, ma da quindici anni la malattia ha fatto la sua comparsa e prosegue inesorabile il suo corso. Gli attori che si propongono di fare la discarica cambiano nel tempo. Noi che ci opponiamo siamo sempre gli stessi. Oggi vedrò facce che vedo da sempre, ognuno col suo tipico modo di argomentare, ognuno a ripetere quello che si è già ripetuto tante volte. Il problema è stato sviscerato in tutti i suoi aspetti. Sappiamo colpe e innocenze. Sappiamo che i piccoli paesi, i paesi più affranti, più sperduti sono percepiti dalla gentaglia che ci governa e che ci ha governato, come luoghi vuoti, luoghi da riempire di immondizia. Non so come andrà a finire la vicenda del Formicoso, ma penso che sarebbe una buona cosa se ci fosse un’opposizione che vada al di là dei paesi direttamente interessati. Sarebbe bello se questo blog fosse il cuore della battaglia, il punto in cui si raccolgono i mattoni per costruire la casa della civiltà da opporre alla cianfrusaglia umana e politica che governa questa Italia sempre più laida e meschina.
armin
Ci ho ripensato: era un commento ma lo ripropongo come post!!
Mi piace riportare qui le frasi finali del mio ultimo post: ‘Un appello accorato’:
‘Invito tutti, e dico veramente tutti, a voler ritrovare, se fosse necessario, una maggiore serenità ed a superare eventuali incomprensioni e contrasti che possono esservi stati in passato; allo stato, mi pare che già da qualche settimana, di là dai toni e della forma, non vi sia, nella sostanza, un vero argomento del ‘contendere’. Forse la discussione ed il dibattito che si è aperto su alcune tematiche, ha una sua fase di avvio difficile e traumatica ma alla fine il vero ‘confine’, che in maniera naturale si traccerà automaticamente, sarà tra chi ha un vero interesse affettivo/emotivo per la nostra terra e chi, invece, cercherà eventualmente di utilizzare questo spazio di libertà e di democrazia della comunicazione per finalità più aride nell’interesse di postazioni di potere, già in essere o da conquistare!’
DISPERATAMENTE E LIETAMENTE
Oggi sono stati convocati a Napoli gli amministratori di Andretta. Oggetto: inizio dei carotaggi e presa di possesso dell’area per realizzare la discarica.
Non ci sono molte parole. Siate vicini a questa terra, come volete, come potete.
Ci vediamo domenica mattina a Cairano. Dobbiamo ragionare insieme sulle iniziative estive.
Questa Italia e questa Irpinia fanno saltare i nervi oppure inducono uno sfinimento cinico e disincantato.
Ma qui dobbiamo fare altro, disperatamente e lietamente….
armin
Questo stesso spazio…
Questo stesso spazio era occupato dal post “Dunque: censura!” che aveva per incipit:
“Può accadere talvolta lungo il corso della propria esistenza che gli eventi intorno a noi prendano una piega inaspettata, e nel constatarlo la sorpresa è grande. …”
Mai predizione fu più azzeccata! In effetti esso post ha provocato più danni di quanto invece di bene io stesso prevedessi.
Allora preciso che:
ESTATE con la COMUNITA’ PROVVISORIA
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Domenica 27 luglio / giornata dell’ARIA
10.30 appuntamento a CAIRANO per la “festa dell’aria”
i parapendii si lanciano dalla “rupe”, visita al borgo, all’area archeologica, alla via del vino
12.30 riunione della Comunità Provvisoria per l’organizzazione dell’estate comunitaria e per la delegazione allo sposalizio di Elda
13.30 colazione con il comunitario nativo Antonio e con Luigi il sindaco
http://cairano.wordpress.com/
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Venerdì 8 agosto / giornata dell’ACQUA
10.30 appuntamento a SENERCHIA vecchia
visita al borgo abbandonato, breve risalita del torrente, letture poetiche di Franco, Adelelmo e Massimo
12. escursione all’Oasi WWF “Valle della Caccia”, Senerchia.
13.30 colazione sotto la “cascata” (portarsi un panino, acqua ce n’è)
16. bagno comunitario alle Terme del Tufaro, a 10 km. da Senerchia (portarsi un costume da bagno)
17.30 visita alle terme e alla produzione artistica di Peppe del Tufaro
18.30
presentazione e lettura del libro di
Massimo Gezzi e Adelelmo Ruggieri / Porta marina / peQuod, 2008
Il lago di nebbia
Salve, sono un’amica di Luciana Cerreta e il blog comunità provvisoria mi è stato segnalato da lei. Sono di Calitri e sarei contenta se mi pubblicaste questa poesia sul Vs. blog. Grazie. Cordiali saluti. Maria Acocella.
Le prime luci dell’alba attendevano il loro momento, come se anche loro volessero ancora lasciare spazio a quel meraviglioso spettacolo.
Io, mia sorella e altri due amici siamo usciti un pò assonnati e frastornati dalla festa.
Cent’anni di maialitudine
di Valerio Pignatta
Bankitalia vede nero. Precipitano i consumi. Le borse vanno a picco.
Ah… un bel respiro profondo. Che soddisfazione. Talvolta le notizie sono ottime. Raramente a dir la verità. Ma quelle poche volte si gode davvero. Del resto è la qualità che conta non la quantità. Guardo fuori le colline verdi e il sole alto, solitario in un cielo azzurro nitidissimo.
La maialitudine sta terminando. Checché se ne dica sta terminando.
L’involuzione ferocemente, e stavolta davvero darwiniana, dalla società pressoché preindustriale dell’anteguerra, dove tutti si era contadini, persone semplici, che allevavamo animali tra cui anche maiali e ci autoproducevamo una buon parte di quello che ci serviva, alla società postindustriale dove tutti siamo diventati dei maiali d’allevamento, incubati dal sistema sin dall’infanzia, incapaci di ogni abilità manuale, grassi, lussuriosi oltremisura, degenerati, privi di umanità, pronti a sbranarci l’uno con l’altro per l’ultimo modello di cellulare o per un last minute plastificato alle Mauritius, questa involuzione dicevo, sta finalmente esaurendo la sua carica, proprio come la mia sveglia a molla quando suona al mattino e lentamente si zittisce scampanellando sempre più fiocamente. Ma nonostante la sveglia tutti continuano a dormire…

