Bankitalia vede nero. Precipitano i consumi. Le borse vanno a picco.
Ah… un bel respiro profondo. Che soddisfazione. Talvolta le notizie sono ottime. Raramente a dir la verità. Ma quelle poche volte si gode davvero. Del resto è la qualità che conta non la quantità. Guardo fuori le colline verdi e il sole alto, solitario in un cielo azzurro nitidissimo.
La maialitudine sta terminando. Checché se ne dica sta terminando.
L’involuzione ferocemente, e stavolta davvero darwiniana, dalla società pressoché preindustriale dell’anteguerra, dove tutti si era contadini, persone semplici, che allevavamo animali tra cui anche maiali e ci autoproducevamo una buon parte di quello che ci serviva, alla società postindustriale dove tutti siamo diventati dei maiali d’allevamento, incubati dal sistema sin dall’infanzia, incapaci di ogni abilità manuale, grassi, lussuriosi oltremisura, degenerati, privi di umanità, pronti a sbranarci l’uno con l’altro per l’ultimo modello di cellulare o per un last minute plastificato alle Mauritius, questa involuzione dicevo, sta finalmente esaurendo la sua carica, proprio come la mia sveglia a molla quando suona al mattino e lentamente si zittisce scampanellando sempre più fiocamente. Ma nonostante la sveglia tutti continuano a dormire…